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| Tra le critiche ricevute segnaliamo quelle di Licinio Boarini e Ursula Petrone. |
Ci sono tra le campiture cromatiche di Silvano Crespi, rimandi che è dato evidenziare con estrema naturalezza, sia in virtù di una scrittura sempre più raffinata e precisa, sia in un dipanarsi di mistioni che si allineano con stupenda pertinenza con le stagioni e gli esterni. E' ovvio che un simile stallo comportamentale giunge rapidamente a evincere, in un esaltante sussulto melodico, tutte le forze di poesia che sottendono il paesismo anche si rimembrati lungo lo stimolo della memoria e con l'appoggio di un sereno e trasognato indagare romantico . Licinio Boarini - Parma 1984 |
| E' evidente che per Silvano Crespi l'idea di pittura non è mai stata insidiata dalla problematica, dagli sperimentalismi e dagli equivoci della retorica artistica dei nostri tempi. La sua pittura è infatti chiara e serena, realizzata com'è senza urti, lacerazioni, senza ricerche inquiete, calma com'è permeata di tranquillità e dolcezza. E' pittura che pare esca dalla terra e dal mare per spontanea generazione, caratterizzata dal variare della luce. I suoi dipinti confermano la disposizione naturale a comporre il divario tra sogno e realtà, i cui termini risultano legati in formule artistiche, senza riferimenti agli "ismi" caratterizzanti l'attuale periodo culturale. Sono tele che sanno rendere, preciso, il senso della poetica della vita, che sanno dare la visione compiuta dei paesaggi, nonché lo spirito e l'essenza del rappresentato del suo mondo. Un mondo che poi è, in definitiva, quello intenso ed espressivo di un artista di fronte alla natura. Ursula Petrone - Milano 1992 |